L’Italia e la rete, un matrimonio che non s’ha da fare

Leggo dal corriere.it ulteriori dati allarmanti.

Fanalino di coda… solo il 37% con una adsl… e non si vedono prospettive di miglioramento.

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“Nella Finanziaria in discussione in Parlamento, gli emendamenti che riguardavano i finanziamenti alla banda larga sono stati ancora bocciati, nonostante il 15 novembre il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, avesse affermato che «la banda larga è un investimento prioritario per il Paese» e assicurato che «prima della fine dell’anno porteremo in approvazione e finanzieremo la banda larga».”

Nonostante il ministro Scajola abbia affermato che sia un investimento prioritario e che quindi porterebbe lavoro in questo periodo di crisi, il nostro governo sembra non curarsene. Infatti ha bloccato 800 milioni di euro di stanziamento per la banda larga appunto perchè siamo in crisi… Il 4 novembre, l’annuncio, a sorpresa di Letta: “I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi”. Una contraddizione in termini a mio avviso. Leggetene meglio sul blog di Guido Scorza che ha analizzato molto bene la questione.

Mi chiedo come sia possibile che siano stati sbloccati dal CIPE 9 miliardi di euro per una serie infinita di progetti e non un euro per far arrivare agli italiani quello che ormai molti paesi come Spagna e Finlandia considerano un diritto avere, cioè internet a banda larga e l’accesso all’informazione.

Certo è che fino a quando avremo gente al governo ultrasettantenni che scrivono ancora i loro interventi interamente a penna (per poi essere trascritti da qualcun altro), sicuramente la rete non sarà la priorità.

Una risposta a L’Italia e la rete, un matrimonio che non s’ha da fare

  1. spazioalmaso scrive:

    Ahimè, l’Italia in sé (senza distinzioni) non è mai stata lungimirante!Lo dimostra la composizione della nostra spesa pubblica, che è per più della metà volta a finanziare spesa corrente!Mentre in Finlandia vogliono garantire a tutti la banda larga, da noi esistono intere zone dove essa ancora non passa. Questo solo per dire quanto indietro siamo rispetto a certe nazioni!E questo ritardo non si azzera solo col denaro, ma lo si azzera attraverso una nuova mentalità, che faccia capire che finanziare la spesa per investimenti (progetti, ricerca, università) potrà non dare vantaggi nell’immediato presente, ma porca vacca, nel futuro potresti competere maggiormente col resto del mondo!Spendendo invece per spese correnti (pensioni, sanità), stai bene oggi, ma domani?Ciò di cui avrai necessariamente bisogno lo dovrai importare dall’estero!Sia merce fisica, che merce intellettuale e immateriale!

    Tommaso

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