La laicità dell’ora di “religioni”

Se ne sono sentite molte in questi ultimi periodi sull’ora di religione nelle scuole. Io che ne ho quasi sempre fatte due alla settimana mi sento di dire la mia.

L’art 7 della costituzione recita : “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”

L’art 8 :  “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.”

L’art 19 : ” Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”

e L’art 20 : “Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d’una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività”

Rileggendo bene questi punti si possono fare diverse conclusioni. Innanzitutto la chiesa cattolica è più uguale delle altre in virtù del concordato, comunque anche le altre religioni hanno diritto di essere rappresentate. Perchè allora non esiste l’ora di religione islamica, buddista, ebraica, etc etc?

L’insegnamento della morale religiosa cattolica è sempre stato imposto nelle nostre scuole dal concordato. O la cattolica o niente, con il problema trovare qualcosa da far fare per un ora agli studenti che non la scelgono. E’ recente la polemica interna della maggioranza se introdurre l’ora di religione islamica. Ma perchè allora non introdurre tutte le altre religioni?

In realtà credo che la miglior proposta per mantenere la laicità dello stato e far finire quella che definisco “ignoranza del pluralismo religioso” sia quella di fare un ora a settimana obbligatoria per tutti che studi la storia delle religioni sia da un punto di vista prettamente storico che di usi e costumi, credenze e il loro rapporto attuale con la scienza e l’evoluzione della società (problematiche etiche annesse). Interessante far conoscere come sono nate, quando e perchè l’uomo ha insitamente bisogno di spiritualità. Diventerebbe così una materia di cultura generale e non di professione di questa o quella religione.

La consapevolezza di queste informazioni può aiutare una maggiore integrazione religiosa in quanto tutti i ragazzi di varie confessioni o anche laici la studieranno, e vanifica anni di pregiudizi dovuti all’insegnamento morale della sola religione cattolica. Basti vedere i proclami leghisti contro l’islam e la sua libera professione, è  pura ignoranza e pregiudizio dovuta forse ad un non corretto pluralismo dell’insegnamento religioso con i metodi descritti sopra. Se si presenta il cattolicesimo come unica religione è chiaro che chi non ne ha capito il vero messaggio faccia il “tifo” per la religione di casa, magari sono anche persone che non praticano e utilizzando come bandiera la difesa delle tradizioni cattoliche del paese e, contemporaneamente, impediscono il proliferare o vedono in cattiva luce le altre confessioni. Ribadisco questa è pura ignoranza.

Mi ricordo di aver brevemente studiato a scuola anche le altre religioni, soprattutto quella ebraica molto collegata con la cristiana, le altre come il buddismo, l’induismo e le culture religiose dei popoli sudamericani vengono (quando presentate) studiate ad un livello molto superficiale e nozionistico.
Riformare l’insegnamento delle religioni ridurrebbe il potere cattolico della chiesa, così invasiva da risultare un ostacolo governativo per destra (vedi vicende “private” del premier) e sinistra, porterebbe nel paese una maggiore laicità come da costituzione dovrebbe essere.

Certo non mi aspetto che la chiesa sia daccordo. Ma porterebbe indubbi vantaggi.
Si risolverebbe anche la diatriba tra il tar del lazio e il ministro Gelmini sulla sentenza che impedisce agli insegnanti di religione di partecipare agli scrutini. In questo modo l’ora di “religioni” ha un valore in quanto obbligatoria e di cultura generale, il voto fa media con gli altri e al pari delle altre materie.

Questo è il mio pensiero, sarebbe bello che la gente sapesse che il diluvio universale non è raccontato solo nella bibbia, e che le similitudini tra religioni anche lontanissime non finiscono qui. Insomma bisognerebbe insegnare con un altra chiave di lettura, istituendo l’0ra di “Religioni”.

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