La camera svuotata

Interessante articolo della stampa con interviste  in questa settimana di stop ai lavori a montecitorio si chiedono… ma è poi tanto diverso dal solito?

Ecco un paio di passaggi interessanti

“Secondo le statistiche, dall’inizio della legislatura un deputato lavora in media diciassette ore e sei minuti alla settimana, purché non sia mai assente. Nella legislatura scorsa erano sedici ore e mezzo. L’andazzo dura da un po’. «Questo posto non conta più nulla»

La politica qui non si fa più, dice. Lo dicono tutti: i deputati non sono eletti, ma selezionati. Si rimpiange il famigerato voto di preferenza, quando entravano in Parlamento i più votati, non i meglio piazzati in lista. «Almeno rispondevano a qualcuno, e non solo al capo», dice Enzo Carra

Enzo Carra è in una giornata di vena. Il suo ruolo in commissione Trasporti lo illustra così: «Diciamo che mi arriva una segnalazione, che so? Il treno Roma-Bari fa sempre ritardo. Io scrivo un’interrogazione e fra sei mesi il ministro mi risponde che meglio non si può fare per ragioni economiche, organizzative ecc.». E così illustra il suo ruolo in commissione Vigilanza: «Chiedo a Mauro Masi per quale ragione la Rai abbia deciso di togliere i suoi canali dal pacchetto Sky, dal momento che, bla bla bla, bla bla bla, e lui alla fine risponde: perché abbiamo deciso così». Il lavoro in commissione, dice Carra, è scorante. Il lavoro di parlamentare è un misto di impotenza, vittimismo e sciatteria. Nessuno propone più nulla perché tanto sarebbe inutile: il governo blocca tutto. Ci sono progetti di legge, per esempio quello sull’incentivazione alla produzione e al consumo di biocarburanti, presentato dal deputato Bellotti del Pd, che è stato esaminato il 28 ottobre del 2008 e rinviato e mai più visto.

Una bella verità la dice Franco Giordano: «Fateci caso, una volta uno ci teneva a dire che era onorevole o senatore. Adesso dice che è avvocato o commercialista e poi, semmai, che è parlamentare». Dice che la sfera privata ha completamente preso il sopravvento su quella pubblica. Per lui è un male. «Io vedo ex prefetti ed ex generali languire prossimi alla depressione», dice Mazzuca. Siedono su divanetti, in Transatlantico. Qualcuno esce a fumare sotto due gocce di pioggia. «Le cose stanno così – dice disincantato Roberto Rao, dell’Udc -, martedì sera, in commissione Giustizia, la maggioranza è stata battuta sugli animali da compagnia. Si doveva stabilire la non punibilità dei veterinari in alcuni casi, e qualche collega novizio della commissione aveva capito che si autorizzavano le mutilazioni… Diciamo che succedono un po’ di pasticci, anche in aula. Da che si vota con le impronte digitali, i casi dei pianisti si sono molto ridotti e la maggioranza va sotto spesso. Forse anche per questo si vota e si lavora sempre meno».”

Possiamo a questo punto considerare il parlamento come un organo inutile e svuotato del suo significato? Siamo già arrivati al fascismo-presidenzialismo senza che ce ne siamo accorti? Di sicuro c’è che  stiamo violentando la nostra costituzione ogni giorno di più.

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