Il senso di B per la mafia

novembre 30, 2009

Parafrasando un famoso libro… eccoci a riparlare del premier.

Ha recentemente dichiarato “strozzerei chi fa libri e film come la piovra”. Bravo usa proprio un metodo mafioso (strangolamento) contro chi parla di mafia. A quando scioglie nell’acido i giudici?
La coerenza poi s’illumina d’immenso quando il maggiore campione d’incassi “il capo dei capi” è un suo prodotto, Gomorra l’ha prodotto la Medusa e vogliamo andare avanti? Quando le fiction sulla mafia fanno fare soldi, tutto a posto, quando queste “rovinano”  l’immagine dell’italia, bisogna strozzarli tutti e mettere a tacere, negare che la mafia stessa esista.

Michele Placido infatti risponde per le rime : “Berlusconi dovrebbe strozzarsi da solo visto che la fiction su Riina è di Canale 5”

Veniamo invece all’autoelogio : “Contro la mafia ho fatto più di chiunque altro”  . E infatti a memoria d’uomo non si ricordano presidenti del consiglio che per tenere a bada i mafiosi se li porta in casa o in parlamento.

Dell’Utri annuncia di voler togliere il reato di “concorso esterno in associazione mafiosa”, casualmente reato per cui è stato condannato in primo grado a 9 anni. (cosa c’entra dell’Utri con Berlusconi? Alessandro Sallusti docet)

Il senso di B per la mafia… uscirebbe un bel libro. Per il momento vi consiglio di leggere la ristampa aggiornata de “l’odore dei soldi” libro di Travaglio ed Elio Veltri. Potrebbe essere un buon regalo di natale. Nel frattempo aspettiamo l’intervista televisiva a travaglio nel programma di Luttazz… ah già…

Annunci

Ad ognuno il suo stalliere (mafioso)

novembre 17, 2009

dal fatto quotidiano

“Domenica abbiamo domandato in prima pagina al “nuovo” Pd di Bersani se “discuterà della moralità dei candidati”. Il “nuovo” Pd di Bersani ha subito raccolto l’appello. Infatti, nella “nuova” Direzione, fa il suo trionfale ingresso il senatore Nino Papania da Alcamo (Trapani), ex Margherita. Lo stesso a cui hanno appena arrestato l’autista-giardiniere-factotum per mafia. Lo stesso che nel 2002 ha patteggiato a Palermo 2 mesi e 20 giorni di reclusione per abuso d’ufficio: era indagato per aver sistemato in posti pubblici diversi disoccupati privi dei titoli di legge, in un giro di assunzioni facili per cui sindacalisti senza scrupoli prendevano tangenti.”

Ma bravo il PD, si vede eccome con Bersani alla guida non ha proprio più niente di meno del suo più acerrimo rivale, Mister B.

La politica italiana è morta e sepolta.

Il Giornale gongola: “Anche il Pd ha il suo ‘stalliere’ mafioso”. Ma naturalmente chi fosse Di Maria non lo sapeva nessuno. Infatti la nuova Direzione del Pd non ha trovato un posto per due simboli dell’antimafia come Rosario Crocetta e Beppe Lumia (la Borsellino non è iscritta). Ma a Papania sì, in quota Franceschini. E questa sarebbe l’opposizione. Poi c’è il centrodestra, con i suoi Berlusconi, Dell’Utri e Cosentino. E’ la famosa “alternanza”.”


Nuovi elementi in diretta ad annozero sulle inchieste mafia-stato

ottobre 9, 2009

Le vignette di Vauro

“l’ospite” Travaglio

Ieri in diretta ad Annozero sono emersi nuovi elementi interessanti sulle inchieste mafia-stato per le stragi del 92-93.
E’ stata una puntata molto interessante, nei giornali (a parte il Fatto Quotidiano) non se ne parla quasi mai.
La cosa fantastica è che in diretta tv Sandro Ruotolo ha confermato, grazie alla testimonianza della più stretta collaboratrice di Falcone, Liliana Ferraro, che Borsellino sapeva certamente della trattativa almeno 20 giorni prima di essere ucciso davanti casa della madre.

Se questo è un programma da chiudere.


Messina: frana un sistema

ottobre 6, 2009

Eccovi alcuni titoli di giornale. Spiegano molto bene perchè non conviene, allo stato attuale, dare ulteriori soldi alla regione sicilia.

Palermo, il buco nero dell’università. Ecco il rapporto riservato sul mistero dei 37 milioni. (4 settembre 2009)

Ecco chi sono i 30 potenti che occupano due poltrone. I re del doppio incarico in società pubbliche molto remunerative che si sommano allo stipendio ufficiale. Da Roberto Helg, ad Antonino Scimemi, capo dell´ufficio di gabinetto del governatore Lombardo. (5 settembre)

La regione Sicilia spende 72 milioni per finanziare 90 film. Già erogati 64 milioni per finanziare 40 produzioni e presto altri 8 per la realizzazione altre 50 pellicole. Un business che vede il numero due dell´Mpa, Lino Leanza gestire cifre di gran lunga superiori non solo a quelle delle altre regioni italiane, ma anche a quelle di Parigi e Berlino. E intanto restano al palo gli studios di Termini Imerese. (6 settembre)

Tecnici, registi e comparse da assumere i partiti scoprono la Hollywood siciliana. Da Miccichè che scoprì i fondi europei a Leanza che gestisce il nuovo business. (7 settembre)

L’isola dei 15 mila consulenti, ci costano 100 milioni di euro. C´è anche chi censisce gli altarini. (9 settembre)

I 60 attacchini del Comune di Palermo: “Siamo fannulloni autorizzati” Un giorno di lavoro e sei di riposo. (10 settembre)

Il comune di Palermo paga 571 portieri, 11 per un solo ingresso. Molti di loro non sanno neanche dove sedersi. (12 settembre)

Palermo, un impiegato ogni 70 abitanti nel municipio più affollato d’Italia: 9.594 dipendenti fra vivaisti, bidelli e altri incarichi. L´ex responsabile dice: “Ne servono ancora altri”. (13 settembre)

Quei 30 milioni della provincia di Palermo spariti assieme alla società finanziaria. A rischio il bilancio 2009. (18 settembre)

Le fiamme gialle scoprono evasori siciliani per 1,6 miliardi. A Palermo 1000 furbi, a Catania maxi-frode da 55 milioni. (19 settembre)

Sicilia, maxi inchiesta sui bond regionali per 655 milioni di euro. Indagati per corruzione dalla procura di Milano i politici Marcello Massinelli e Fulvio Reina, che hanno gestito la cartolarizzazione dei debiti della Sanità con i giapponesi della Nomura. (23 settembre)

Il sindaco Cammarata: “Io vittima, non mi dimetto” per la vicenda del dipendente comunale Franco Alioto, assenteista che andava col primo cittadino di Palermo in barca. (24 settembre)

Il comune di Palermo preleva 20 milioni dai Boc per fronteggiare l´emergenza Amia (la municipalizzata in bancarotta). I Boc sono fondi ottenuti dall´emissione di buoni obbligazionari del Comune: Il fondo sarà ripianato il prossimo anno dallo Stato con una tranche che prevede in tutto 80 milioni. (24 settembre)

Giovanni Alioto, figlio dell’assenteista skipper Franco che andava in barca col sindaco Cammarata, assunto in una spa comunale. (25 settembre)

In pensione a 52 anni guadagnando di più. Gli effetti della manovra della Regione Sicilia. La spesa? Top secret. L´assessore Gaetano Armao blinda la manovra dei prepensiomenti dei regionali fino all´incontro con i sindacati fissato per lunedì. Quanto costerà alle casse regionali il prepensionamento dei giovani dipendenti? L´assessore al Bilancio Roberto Di Mauro dice di non saperne nulla. (25 settembre)

Gli annunci a vuoto del governatore siciliano Raffaele Lombardo: fondi Ue, cantieri, pensioni, riforme. Al palo 1,6 miliardi di investimenti per l´imprenditoria. Gli Ato rifiuti ridotti ma non c´è il decreto. Situazione invariata per le spa regionali Inceneritori e piano per l´energia ancora bloccati. (1 ottobre)

In anteprima i programmi dell´azienda palermitana indebitata fino al collo. Notte di roghi: cumuli di rifiuti incendiati in 36 zone (1 ottobre)

A Palermo è emergenza rifiuti, in città scompaiono i cassonetti. Tagli, fusioni, appalti revocati, trasferimento di personale, avvio della raccolta differenziata e blocco degli appalti esterni per lo smaltimento dei rifiuti speciali, per evitare quanto accaduto fino a oggi: che l´Amia, cioè, non sappia dove vanno a finire 18 mila tonnellate di spazzatura affidate a ditte esterne. (2 ottobre)

Regione Sicilia, spariti 43 milioni per i precari degli enti locali, che l´assessore al Lavoro Luigi Gentile sta cercando di recuperare da altri capitoli di spesa. (2 ottobre)

Maxitruffa allo Stato, 5 arresti. 2 milioni di contributi per falsi acquisti di macchinari. Coinvolto un cancelliere del Tribunale di Palermo. La banda incassava finanziamenti agevolati della legge Sabatini destinati alle imprese. (3 ottobre)

“Cuffaro a pranzo con i boss Di Matteo e Brusca”. Nuovo testimone accusa l’ex governatore siciliano, ora senatore. (3 ottobre)
da danielemartinelli.it

Sempre suo questo pensiero che condivido pienamente.

“La regione Sicilia e molte sue province sono governate dal centrodestra. Forza Italia del corruttore è il primo partito regionale dal ‘94. Il secondo, seguito dall’Mpa, è l’Udc di Lorenzo Cesa, che ieri ha definito Di Pietro “una vergogna per questo paese“.

La vergogna è la mafia che sostiene queste associazioni a delinquere mascherate da partiti . Le vite umane spezzate sotto le frane di Messina sono gli utilizzatori finali di un sistema fallito. L’Italia senza anticorpi è un paese finito.”


quando l’imputato fa promuovere il giudice… per toglierselo dalle balle

settembre 28, 2009

In pratica, per salvare dell’Utri, imputato nel processo d’appello a palermo per concorso esterno in associazione mafiosa (condanna a 9 anni in primo grado), si sono inventati che gli servono 5 nuovi membri nella commissione antimafia (capeggiata dal pdl). Nobilissima scelta quella di rinforzare con uomini in prima linea la commissione antimafia, solo se non fosse che uno di questi, guardacaso, è proprio il giudice che ha in carico il processo d’appello a dell’Utri.

Se ne è parlato nel fatto quotidiano di venerdì. Credo l’unico a segnalare la notizia con un bel paginone.

Qui l’articolo di Marco Travaglio sul suo blog.

“Nei processi non patteggiate mai, non parlate mai e fate passare più tempo possibile: magari intanto muore il pm, o il giudice, o un testimone…”. Così dieci anni fa Marcello Dell’Utri erudiva i colleghi imputati e i discepoli in un circolo delle Marche. Aveva appena patteggiato 2 anni e mezzo definitivi in Cassazione per false fatture e frode fiscale. Poi se n’era pentito e aveva licenziato i suoi avvocati. I fatti successivi gli han dato ragione. Da allora ha subìto vari processi: estorsione, calunnia aggravata, mafia. Ma ad oggi non ha riportato condanne definitive (gliene basterebbe una sola per superare i 3 anni di cumulo-pena e finire in carcere).

Tirare in lungo, a dispetto dei programmi e proclami del Pdl per una giustizia più rapida, gli è convenuto parecchio. Il processo di Milano che lo vedeva imputato per estorsione insieme al boss Vincenzo Virga s’è chiuso dopo due condanne, un annullamento in Cassazione e una nuova sentenza d’appello che ha riformulato l’accusa in “minaccia grave”, ormai caduta in prescrizione. L’appello a Palermo per concorso esterno in mafia ha appena imboccato una fulminea dirittura d’arrivo, con l’incredibile rifiuto della Corte di ammettere le nuove prove emerse dal fronte Ciancimino (compresa le lettere che Provenzano avrebbe scritto a Berlusconi per fargliele recapitare da Dell’Utri): il presidente Guido Dell’Acqua ha una gran fretta di raggiungere il Tribunale di Caltanissetta, dov’è stato promosso. E, a furia di “far passare più tempo possibile”, rischia addirittura di evaporare in zona Cesarini l’appello del “Dell’Utri-bis”, in corso a Palermo per un presunto complotto di falsi pentiti che l’onorevole imputato avrebbe imbeccato per calunniare i veri pentiti che accusano lui. In primo grado Dell’Utri era stato generosamente assolto. In appello però s’è imbattuto in un presidente inflessibile: Salvatore Scaduti, giudice conservatore di Magistratura Indipendente, celebre per aver ribaltato in appello le assoluzioni di Andreotti (prescrizione per il reato commesso fino al 1980) e Contrada (condanna a 9 anni). Sentenze inossidabili, poi confermate in Cassazione. Ora anche Dell’Utri rischia grosso. Ma, proprio in extremis, Scaduti è stato nominato consulente della commissione Antimafia. Se il Csm desse l’ok alla sua nomina, collocandolo subito fuori ruolo, il processo ripartirebbe da zero e riposerebbe in pace grazie alla solita prescrizione.

A rendere più imbarazzante il tutto, c’è un dettaglio: a proporre Scaduti all’Antimafia è stato il Pdl. Cioè il partito di Dell’Utri e di alcuni suoi avvocati. Scaduti, per la sua carriera, merita questa e altre promozioni. Ma, per un’esigenza di giustizia e per risparmiargli inutili malignità, il Csm dovrebbe autorizzarla a condizione che, prima, il giudice concluda il suo lavoro. Altrimenti si consacrerebbe una singolare versione dell’antico “promoveatur ut amoveatur”: l’imputato fa promuovere il suo giudice per far saltare il suo processo.
da voglioscendere